di Dario Nencini
C’è una cosa che ho imparato in 35 anni di ricerca e che continuo a verificare ogni singolo giorno: il corpo sa tutto prima di te.
Quella tensione al collo che non se ne va. Quel mal di stomaco che arriva puntuale prima di certe situazioni. Quella stanchezza inspiegabile che non dipende da quanto hai dormito. Il corpo sta parlando. La domanda è: tu stai ascoltando?
Nella Medicina Tradizionale Cinese — che studio e pratico da anni — ogni organo è collegato a un’emozione. I polmoni alla tristezza, il fegato alla rabbia, i reni alla paura, il cuore alla gioia, la milza alla preoccupazione. Non sono metafore. È un sistema di conoscenza millenario che funziona, e funziona perché il corpo e la mente non sono separati. Mai lo sono stati.
Il corpo come mappa
Nelle mie sessioni di coaching succede spesso una cosa interessante. La persona mi parla di un problema — il lavoro, una relazione, una decisione difficile — e io le chiedo: “Dove lo senti nel corpo?”
All’inizio la reazione è quasi sempre la stessa: uno sguardo perplesso, un “come dove lo sento?”. Poi, quando si fermano davvero, quando portano l’attenzione dentro, succede qualcosa di potente. Sentono. Sentono la contrazione allo stomaco, il peso sul petto, il nodo alla gola.
Quel punto, quel punto esatto, è la porta d’ingresso. Lì c’è l’emozione vera, quella che le parole spesso nascondono. Lì c’è la chiave.
Un esercizio che puoi fare adesso
Fermati un momento. Chiudi gli occhi se puoi. Fai tre respiri profondi, lenti. Non respiri “normali” — respiri consapevoli, dove senti l’aria che entra e che esce.
Adesso scansiona il tuo corpo dalla testa ai piedi. Dove senti tensione? Dove c’è qualcosa che chiede attenzione? Non giudicarlo, non cercare di spiegarlo. Sentilo e basta.
Quel punto ti sta raccontando qualcosa che la tua mente non riesce o non vuole dirti. Il corpo non mente mai. Non sa farlo. Non ha imparato a costruire maschere come la mente.
Impara ad ascoltarlo ogni giorno. Non solo quando sta urlando attraverso un dolore o una malattia. Ascoltalo nei sussurri, nelle piccole tensioni, in quelle sensazioni sottili che normalmente ignori perché sei troppo impegnato a pensare.
Il tuo corpo è il tempio più sacro che hai. E non ha bisogno di ristrutturazioni — ha bisogno che tu ci abiti davvero.
Dario